PAOLO COSTA ĢIl vero problema č la societā del controlloģ di Cinzla Gubbini
PAOLO COSTA «Il vero problema è la società del controllo» di Cinzla Gubbini
Il Manifesto, 06 gennaio 2010. Paolo Costa, ex parlamentare europeo ed esperto di trasporti, ha seguito con attenzione il dibattito sulla sicurezza aerea. Tanto che nel 2008 da presidente della Commissione trasporti scrisse alla Commissione europea per ottenere alcune delucidazioni sulla sicurezza di queste apparecchiature e sulle implicazioni riguardanti la privacy.

Professore, come andò a finire?
Il dibattito quando me ne sono andato era ancora in corso. D'altronde queste sono questioni che esplodono con urgenza quando torna ad essere forte la paura. Nel 2008 l'allarme sembrava essere in parte rientrato, e alcuni di noi speravano fosse possibile ragionare in modo più disteso di questi temi.

Lei come la pensa?
Mah, le posso dire che io ho provato il body scanner: in un aeroporto degli Stati uniti in cui mi sono trovato a passare stavano sperimentando questo, macchinario su base volontaria.
La coda era infinitamente più corta.
Quindi mi sono detto: perché no? Non ha avuto timore per la sua salute o per la sua privacy? Nonostante sia tratti di due temi importanti, non mi sembra sia questo il nocciolo del problema.

E qual è, secondo lei?
Il fatto che con l'allarme terrorismo ci stiamo assuefacendo a dei comportamenti che qualche tempo fa non avremmo mai pensato di mettere in atto. stiamo andando verso una società che controlla tutto. Non so se ci sono alternative, non ho una risposta. Mi angustia osservare che prendiamo delle decisioni spinti dalla paura, senza riflettere abbastanza su questo tema.

Un tema complicato...
Ma fondamentale. La vera urgenza è ripensare la privacy nella nostra società. Le nuove tecnologie sono infinitamente vantaggiose, sia sul versante della sicurezza che della comodità.
Faccio un esempio: in Olanda stanno pensando di azzerare tutte le tasse sull'uso dell'automobile introducendo una tassazione «a consumo»: paghi in base a quanto usi il tuo veicolo, ivi compreso ovviamente il parcheggio in un'area pubblica.
Interessante. Ma come viene realizzato questo sistema? Con l'uso del Gps che controlla ogni movimento.
Quante persone sanno che possono essere individuate in qualsiasi momento grazie all'uso dei telefonino? E in quanto se ne preoccupano? Però in questo caso non sembra dare molto peso alle polemiche sulla privacy del body scanner, In Inghilterra si teme che le immagini dei bambini possano essere utilizzate a fini pedopornografici...
Sbaglierò, ma mi sembra che il problema sia malposto. Non credo che dietro questo sistema e tra chi lo utilizzerà ci sia alcun intento voyeuristico.
A me fa più pena l'operatore che deve stare a guardare per ore la gente che passa sotto lo scanner...

Quale garanzia chiederebbe per l'utilizzo dei body scanner?
Se l'immagine del passeggero viene immediatamente cancellata lo scanner potrebbe essere un prezzo accettabile.

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